Pescatori senza reddito e consorzio fantasma: il governo avalla l’irregolarità e ignora i lavoratori, ho portato il caso in Parlamento

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Ho depositato un’interrogazione parlamentare per denunciare una situazione paradossale inerente alla pesca dei molluschi bivalvi nel Compartimento marittimo di Roma. La gestione è affidata al Co.Ge.Mo. Roma, un consorzio che, stando alla visura camerale, risulta avere “zero soci”. Nonostante un procedimento di revoca avviato nel 2023 per inattività protrattasi per anni e l’evidente perdita del requisito di rappresentatività del 51%, il Ministero dell’Agricoltura ha incredibilmente rinnovato l’affidamento della gestione il 26 febbraio 2025.

Il rinnovo è avvenuto sulla base di una semplice dichiarazione sostitutiva, ignorando i dati ufficiali e le numerose segnalazioni di irregolarità, compresa quella di aver annoverato soci non aventi diritto. La beffa per gli operatori è arrivata il 1° settembre 2025, quando questo “consorzio fantasma”, palesemente incapace di deliberare, ha imposto un fermo biologico. Le imprese di pesca sono ferme in porto, ma non possono accedere alle misure di sostegno al reddito previste per i fermi, poiché manca l’apposita ordinanza che sancisca lo stop.

Siamo di fronte a una gestione grottesca che sta mettendo in ginocchio un intero settore produttivo. Mentre le imprese e le loro famiglie sono lasciate senza lavoro e senza indennizzi, il Ministero competente avalla l’operato di un ente privo di soci e di rappresentatività, basandosi su autodichiarazioni. Questo Governo dimostra ancora una volta la sua totale incapacità di vigilare e la sua indifferenza verso i lavoratori, permettendo che la burocrazia prevalga sulla realtà. Il Ministro deve rispondere immediatamente e commissariare questo consorzio prima che sia troppo tardi.