Tangenziale di Napoli: un pedaggio anacronistico e illegittimo. Basta regalare soldi ai privati sulla pelle dei cittadini napoletani!

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La Tangenziale di Napoli (A56) rappresenta un’anomalia intollerabile nel panorama delle infrastrutture urbane italiane, configurandosi come un vero e proprio dazio che grava ingiustamente sulla mobilità dei cittadini. Nata nel 1968 grazie a finanziamenti privati, l’accordo originario prevedeva la riscossione del pedaggio per un periodo di 33 anni, termine che sarebbe dovuto scadere nel lontano 2001 per sancire la gratuità dell’arteria. Tuttavia, attraverso accordi successivi e silenzi istituzionali, la scadenza è stata ignorata, trasformando un’opera di pubblica utilità in una rendita di posizione infinita a favore dei grandi gruppi concessionari.

È inaccettabile che una strada urbana, fondamentale per il collegamento della metropoli, continui a essere una macchina da soldi per i privati a danno del territorio. I numeri di questo scandalo sono impietosi: con una stima di oltre 70 milioni di euro di incassi annui, dal 2001 a oggi è stato estratto dalle tasche dei napoletani un surplus che supera il miliardo di euro. Mentre nelle altre grandi città italiane le tangenziali sono gratuite, a Napoli si continua a tassare la quotidianità di 270 mila automobilisti, dirottando risorse immense verso holding finanziarie distanti dalle necessità della nostra città.

Di fronte a queste informazioni, gli aumenti tariffari, anche minimi, rappresentano una palese ingiustizia e l’inerzia del Ministero delle Infrastrutture è il segno di una complicità imbarazzante con i giganti autostradali. Invece di intervenire per revocare un balzello che non ha più alcuna ragione d’essere, questo esecutivo resta immobile, dimostrando ancora una volta di preferire gli interessi dei concessionari privati ai diritti dei lavoratori e delle famiglie. Anzi, addirittura ha deciso di aumentare il pedaggio! Perciò esorto il ministero competente, nel perimetro delle proprie facoltà, ad intervenire quanto prima per fermare questo abuso a danno dei cittadini.