Disastro sanità, migrazione sanitaria da record: il divario Nord-Sud si aggrava e vincono i privati. L’esecutivo distrugge il diritto alla salute e affossa il Meridione!

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I dati diffusi dalla Fondazione Gimbe certificano un quadro drammatico per il nostro Servizio Sanitario Nazionale: nel 2023 la mobilità sanitaria interregionale ha toccato la cifra record di 5,15 miliardi di euro. Parliamo di milioni di cittadini, prevalentemente residenti nel Mezzogiorno, costretti a intraprendere veri e propri “viaggi della speranza” verso il Nord per poter ricevere le cure necessarie.

Questo esodo forzato non è soltanto una fredda statistica economica, ma rappresenta la negazione quotidiana del diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione. Il divario tra Nord e Sud si fa ogni giorno più profondo, creando cittadini di serie A e cittadini di serie B in base al mero codice di avviamento postale della propria residenza. Invece di intervenire strutturalmente per riequilibrare i servizi, assumere personale medico e finanziare adeguatamente la sanità pubblica nei territori più svantaggiati, assistiamo allo smantellamento progressivo dei presidi ospedalieri locali.

A rendere questo scenario ancora più allarmante è il fatto che oltre un euro su due, generato da questa migrazione, finisca direttamente nelle casse delle strutture private. In questo modo la nostra Sanità Pubblica viene disintegrata. Il Governo dovrebbe lavorare sulla prevenzione e su un approccio “One Health” per ridurre la spesa, come ho scritto innumerevoli volte, invece continua a tagliare i fondi. C’è bisogno di un cambio di rotta immediato!