Litigano anche tra loro: Fontana perde le staffe con il ministro della Salute, ma la sanità territoriale lombarda (e non solo) è un fallimento. Basta con lo scaricabarile: si torni ad investire nel Ssn

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Ancora una volta il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, dimostra di non saper accettare la realtà e di preferire gli insulti alle soluzioni. Definire come “puttanate” i dati del Ministero della Salute che certificano le carenze della sanità territoriale lombarda è l’ennesima prova di arroganza di un presidente che da anni scarica responsabilità anziché assumersi il compito di migliorare i servizi per i cittadini. La retrocessione della Lombardia al settimo posto non è frutto di complotti, ma il risultato di scelte politiche sbagliate che hanno privilegiato la sanità privata e smantellato la rete di assistenza sul territorio.

Fontana si aggrappa alle classifiche internazionali sugli ospedali di eccellenza per nascondere la realtà di migliaia di cittadini lombardi che, fuori dalle grandi città, non trovano medici di famiglia, subiscono attese interminabili per esami e visite specialistiche, e sono costretti a rivolgersi al privato per avere cure in tempi ragionevoli. La rabbia di Fontana è solo un goffo tentativo di nascondere il fallimento di un modello sanitario che ha abbandonato la prevenzione, la medicina di prossimità e l’assistenza ai più fragili.

Per questo motivo ora due esponenti della medesima coalizione giocano allo scaricabarile accusandosi a vicenda. Una situazione davvero indegna che non fa ben presagire, perché anziché investire nel sistema sanitario nazionale questo Governo continua ad abbandonarlo al suo destino. Serve un immediato cambio di passo!