Il Tar del Lazio ha rigettato i ricorsi delle aziende sanitarie sul payback dei dispositivi medici, obbligandole a restituire circa 1 miliardo di euro alle Regioni per gli anni 2015-2018. Già all’inizio di questa legislatura avevo avvertito il Governo Meloni che il meccanismo del payback avrebbe portato a questo. Nel 2023 abbiamo presentato a mia prima firma il Disegno di Legge 670 per abolire questo meccanismo ma la promulga è bloccata poiché il DDL è fermo in commissione e non è ancora stato analizzato.
È inaccettabile che un’intera filiera venga schiacciata da una norma retroattiva che mette a repentaglio migliaia di posti di lavoro e l’intera tenuta del sistema sanitario. L’inerzia del Governo Meloni su questo fronte è gravissima: mentre i ministri si rimpallano le responsabilità e parlano di “cerotti”, il rischio è che nei reparti non arrivino più i dispositivi salvavita. La sanità pubblica non può funzionare senza fornitori perché così non si garantiscono i diritti costituzionali. Non servono alibi, serve una soluzione politica urgente.
Il Governo apra subito un tavolo serio con le imprese, le Regioni e le rappresentanze sanitarie per evitare il collasso ed acceleri l’esame del DDL 670. Non si può pensare di far quadrare i conti sulla pelle dei pazienti e sulle spalle delle imprese che hanno garantito continuità e innovazione. Salvare il Servizio Sanitario Nazionale significa anche garantire sostenibilità e rispetto per chi lo tiene in piedi ogni giorno. Governo deve accelerare assolutamente!