È stato un onore coinvolgere, in un confronto di altissimo profilo, tredici voci autorevoli, in occasione di un tavolo rotondo che ho organizzato al Senato, dal titolo “Fragilità globali e nuovi assetti geopolitici”, in cui abbiamo messo a fuoco le crisi internazionali e le loro ricadute sui territori italiani, generando una situazione di fragilità sempre più pressante (acutizzata anche dall’innovazione dell’intelligenza artificiale).
Dunque si è discusso di fragilità economica, lavorativa, antropologica, sociale, educativa e di possibili soluzioni. Una parola chiave – fragilità – che sta animando i numerosi tavoli che sto organizzando al Senato nelle ultime settimane, con l’obiettivo di ascoltare le istanze, le esigenze e le necessità di numerosi mondi tecnici, accademici e professionali. Motivo per cui ringrazio, per le eccellenti relazioni che hanno tenuto in occasione dell’ultimo incontro:
Elisabetta Trenta (già ministro della difesa e Docente universitario), Ottaviano De Cicco (manager nel settore tecnologico in big tech come Google, Dell e Accenture), Alessandro Sansoni (giornalista, opinionista televisivo e autore rai), Gabriele Guzzi (economista e scrittore, già consulente economico a Palazzo Chigi), Carlo Alderighi (manager aziendale ed esperto in geopolitica), Giovanni Barretta (economista e scrittore), Giorgio Fabretti (docente emerito, conferenziere e saggista), Pasquale Lampugnale (imprenditore già vicepresidente di Confindustria nazionale), Giorgia D’Errico (responsabile delle Relazioni istituzionali e Advocacy di Save The Children, Paolo Poletti (già Gen. Corpo di armata Guardia di Finanza e capo di Stato maggiore, vicedirettore dei servizi di intelligence italiani), il CAV. Massimiliano Gattoni (manager, già Consigliere Tecnico ministeriale e selezionato da Microsoft tra i 17 esperti mondiali in trasformazione digitale), Fabrizio Abate (membro presidenza dell’ente nazionale intelligenza artificiale) e Marco Doglia (Dirigente presso la Presidenza consiglio dei ministri)